Il Barbiere di Siviglia, capolavoro di Gioachino Rossini, debuttò al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816, in un clima di sfida: il pubblico romano era già affezionato alla versione di Paisiello sullo stesso soggetto, e la prima fu accolta da fischi e disordini.
Bastarono poche repliche perché l'opera si imponesse come uno dei vertici assoluti dell'opera buffa italiana.
Il libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia di Beaumarchais, mette in scena l'arguzia di Figaro, factotum cittadino, che orchestra l'incontro tra il conte Almaviva e la giovane Rosina, aggirando la sorveglianza del tutore Bartolo.
Rossini compose la partitura in tempi record, fondendo scrittura vocale virtuosistica, ritmo scenico serrato e un'orchestrazione brillante che ne hanno fatto un caposaldo del repertorio, ancora oggi tra le opere più rappresentate al mondo.
In collaborazione con il Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento.