Produzione Teatro Pime · Testi a cura di padre Luca Bolelli (in collaborazione con la redazione di Mondo e Missione e New Humanity International) · Adattamento e drammaturgia Andrea Zaniboni
Uno spettacolo teatrale sulla rinascita di un Paese uscito dagli anni bui della dittatura dei khmer rossi. Tra memoria e speranza, la storia di una terra ferita che torna a respirare e sceglie di guardare avanti: la Cambogia come laboratorio di libertà, dove una comunità riparte dal basso e cerca il proprio futuro.
Alla fine degli anni Settanta il regime dei khmer rossi lasciò dietro di sé un Paese in ginocchio: circa due milioni di vittime, decine di migliaia tra feriti e mutilati, famiglie nella fame e comunità disperse. Da quelle macerie la Cambogia ha saputo lentamente rialzarsi, imparando che ricostruire non significa soltanto rimettere in piedi case e strade, ma ritrovare fiducia, dignità e il coraggio di sperare.
Su questo terreno prende forma un lavoro paziente fatto di sviluppo dei villaggi rurali, educazione delle donne, cura delle persone più fragili e dialogo con il mondo buddhista. È l’esperienza vissuta dai missionari del Pime attraverso l’ong New Humanity: un mosaico di gesti concreti che disegna il ritratto di una comunità capace di ripartire dal basso, con tenacia e senza clamore.
Attraverso le testimonianze dei protagonisti e i loro racconti, lo spettacolo intreccia memoria e vita quotidiana, restituendo l’immagine di una Cambogia laboratorio di libertà: un luogo dove convivenza, apertura e incontro tra culture diventano possibili, e dove una piccola comunità cristiana, giovane e piena di entusiasmo, cresce accanto a chi crede in modo diverso.
Una vicenda che parla a tutti, credenti e non, perché tocca il desiderio universale di ricominciare. Tra narrazione e musica, un racconto lontano eppure vicino: quello di un popolo che, dopo il buio, ha scelto di guardare avanti. Perché ovunque, quando cadono le catene, qualcosa torna a fiorire.