Testi di Debora Mancini - Musica e arrangiamenti di Daniele Longo - Scenografia di Marta Fumagalli e Riccardo Pirovano - Styling di Lubna Adriana Balazova - Foto di scena di Pierluigi Giorgi - Produzione Ass. Realtà Debora Mancini
Uno spettacolo da vedere con le amiche, per farsi quattro risate; con il proprio compagno, per sorridere dell’amore; in gruppo, per ritrovarsi negli altri; oppure da soli — perché, come dice Debora, «ognuno di noi quando è solo è già una comitiva».
Amore, vita, sesso, morte: bastano quattro parole per riassumere un’intera esistenza. Debora Mancini le mette in scena in Mi piace da morire, uno spettacolo nato quasi per caso, dalle telefonate con le amiche, dai dubbi e dalle paure che accompagnano ogni donna — sul lavoro, sul matrimonio, sul sesso, sullo spirito.
Convinta di raccontare i “fatti suoi”, l’autrice scopre invece di parlare dei “fatti nostri”: quelle preoccupazioni che tutti condividiamo e che, viste dal punto giusto, dall’autocommiserazione scivolano dritte verso la grande risata.
Il palcoscenico è una stanza. Anzi, “una stanza tutta per sé”, omaggio a Virginia Woolf, dove abitano contraddizioni, timori e gioie. Un luogo intimo e universale in cui scrivere, ridere e scherzare diventa un modo per stare al mondo. Per dire, semplicemente, a chi amiamo: tu mi piaci da morire, grazie.