Testo di Romeo Pizzol (dagli scritti di Takashi Paolo Nagai) · Regia di Massimo Morelli · Musiche originali di Marco Simoni · con Andrea Carabelli, Matteo Bonanni, Adriana Bagnoli, Diego Becce, Matteo Tagaste e il soprano Yukiko Aragaki
La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki: un unico atto per raccontare il dialogo tra due culture, quella millenaria shintoista fatta di saggezza e cura per il creato e quella occidentale fatta di progresso e di un cristianesimo pieno di amore verso il prossimo.
Il 6 e il 9 agosto 1945 avvenne uno degli episodi più eclatanti della storia dell’umanità: l’aeronautica militare americana sganciò due bombe atomiche, una su Hiroshima e una su Nagasaki. Da allora quell’evento ha segnato la storia del popolo giapponese, che ancora oggi lo commemora e si interroga su un fatto che ha sconvolto il mondo intero. I punti di vista sono molteplici, ma da qualunque parte lo si guardi resta una tragedia: duecentomila vittime, quasi tutte civili.
Takashi Paolo Nagai, radiologo sopravvissuto alla bomba che gli uccise la moglie Midori e discendente della comunità dei cristiani nascosti, si ritira a vivere in una capanna di quattro metri quadri, la Nyokodo. Da lì, attraverso i suoi scritti — veri successi editoriali in Giappone — ricostruisce idealmente la città e rianima la nazione.
Riconosciuto eroe nazionale dall’Imperatore Hirohito, visitato da un fiume di persone, non smette mai di comunicare pace e perdono, fino alla morte, nel 1951. Lo spettacolo ne racconta la vita e le opere, ma soprattutto l’amore, fino alla fine, per la sua terra e la sua gente.