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Rivendita disponibile fino 14/02/2026 19:30
Elvira - note di regia di Silvio Gandellini
Elvira abita un luogo che è insieme casa e rifugio, tana e palcoscenico.
Cinquanta metri quadrati di alloggio Aler diventano il perimetro di un mondo fragile e ostinato, minacciato ogni giorno dallo sfratto e dall’incomprensione.
Cinque gatti, due cani e un banco di falegnameria rumoroso non sono semplici presenze ingombranti, ma i segni concreti di una resistenza: restare, abitare, esistere secondo le proprie regole.
Orfana fin da giovane, Elvira è cresciuta sotto lo sguardo dei servizi sociali, che oggi cercano di ricucire una frattura ormai profonda tra lei e il contesto che la circonda.
Ma Elvira non tratta: ha costruito un muro invisibile tra sé e il mondo.
Dentro questo spazio chiuso e sovraffollato, la solitudine non è mai silenziosa.
A farle compagnia sono voci, presenze immaginarie, personaggi che la abitano da sempre e con cui dialoga come fossero reali.
La narrazione si muove su un crinale instabile, dove il comico sfiora il grottesco e il grottesco si apre alla tenerezza. Ciò che appare eccentrico o assurdo non viene mai smentito, ma accolto come possibile verità.
In questo rovesciamento, in questo “sentimento del contrario” si apre uno sguardo sulla fragilità umana: non come mancanza, ma come strategia di sopravvivenza.
Elvira racconta la propria vita attraverso frammenti, ricordi, deviazioni e lo fa nella sua lingua, col ritmo del suo alfabeto, affidando la voce ai personaggi del presepio, dai quali è fin da piccola affascinata.
Figure immobili, simboliche, che prendono parola e diventano interlocutori di un dialogo intimo e surreale. Attraverso di loro Elvira tenta di dare forma e ordine a un’esistenza che sembra averli smarriti.
In questa dimensione sospesa, ogni dialogo diventa costruzione di senso:le parole sono oggetti concreti da riordinare, strumenti da maneggiare con cura.
La scena diventa così il luogo di una ricomposizione impossibile ma necessaria.
Un atto poetico in cui l’immaginazione non è fuga, ma resistenza: ultimo spazio di salvezza.